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Mercoledì all'Università
Attorno alla tomba di San Paolo
Scavi antichi e nuovi
Negli ultimi anni, anche per la ricorrenza del bimillenario della nascita di San Paolo, una serie di indagini archeologiche hanno arricchito notevolmente le conoscenze sul complesso formatosi in relazione al sepolcro dell’Apostolo delle Genti, permettendo una restituzione organica e dettagliata della storia dell’insediamento, dalla sepoltura paolina nella necropoli al terzo miglio della via Ostiense e a poca distanza dal Tevere fino allo sviluppo dell’agglomerato che nel IX secolo, cinto da mura, avrebbe assunto il nome di “Giovannipoli” dal papa Giovanni VII (872-882).
Una prima fase di lavori, condotti dai Musei Vaticani, hanno riguardato principalmente il settore presbiteriale della grande basilica sorta, su finanziamento imperiale, alla fine del IV secolo, al posto della ben più modesta memoria di età costantiniana, riaprendo il dibattito sull’assetto originario della tomba venerata e sulle successive sistemazioni. Sostanziali novità per ricostruire il quadro dei numerosi edifici attratti dal santuario sono emerse dalle ricerche archeologiche, coordinate dagli stessi Musei Vaticani e dal Pontificio Istituto di Archeologia cristiana, in un ampio spazio a Sud della basilica, fino al 2007 parte dell’orto del Monastero benedettino. L’area, in fase di allestimento per l’apertura al pubblico, ha rivelato la presenza di un vasto e articolato complesso altomedievale, con resti del monastero e di strutture annesse alla basilica, che visualizzano senza dubbio il momento di massima espansione e fioritura dell’insediamento.


