Salta al contenuto principale
Centro San Domenico logo Centro San Domenico

Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718

centrosandomenicobo@gmail.com

Tu sei qui

Home » Archivio
  • Anno Sociale 2009 - 2010
Mar, 13/04/2010

I Martedì di San Domenico

Attesa di un trapianto, attesa di una nuova vita

 

Da un trapianto un uomo può vedersi restituita la vita, ma ciò avviene anche perché ci sono uomini che spendono l'intera vita con e per i trapianti, e uno di loro, Alessandro Nanni Costa, attualmente direttore del Centro Nazionale Trapianti e autore del volume autobiografico La mia vita per i trapianti. La sfida della donazione (Compositori, Bologna 2009), è stato il protagonista di un intenso "Martedì" a fianco di Sergio Stefoni, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Bologna, e di Vincenzo Castiglione, magistrato oltre che presidente dell'Associazione di ricerca e assistenza delle demenze (ARAD). Dopo il saluto di Piero Proni (Exposanità), è toccato al prof. Stefoni inquadrare la tematica del trapianto e della grande presa che essa esercita sull'opinione pubblica secondo tre aspetti: l'aspetto medico, che ci dice che "il trapianto è un mix tra qualcosa di molto sofisticato e qualcosa di molto semplice: un pezzo di ricambio"; l'aspetto storico, che descrive la vicenda bolognese come paradigmatica per l'evoluzione generale dei trapianti, e i cui risultati collocano il sistema sanitario della nostra città ai vertici mondiali; l'aspetto umano, che vede il trapianto al centro di un'esperienza lunga, drammatica e coinvolgente, tutta giocata dentro la dialettica tra timore e speranza. Il dott. Castiglione, dichiarata preventivamente la posizione "di retroguardia" che occupa il diritto quando la scienza medica arriva a questo tipo di frontiere, ha insistito sul rigore dei controlli che la legge prevede nelle procedure di trapianto, segnatamente in ordine, da un lato, all'accertamento della morte ("non c'è nessuna possibilità di espiantare un organo da una persona ancora viva"), e dall'altro al consenso del donatore. In tema poi di trapianti da vivente a vivente, ha fatto anche cenno al recente dibattito sui "samaritani", persone disposte a donare un organo senza avere legami di parentela o affetto col ricevente: figura non contemplata dalla legge vigente, e che andrebbe protetta dalle strumentalizzazioni a scopo di lucro. "Questa per me è un'occasione fortunata", ha infine esordito il dott. Nanni Costa, alludendo non senza emozione ai "pezzi" di vita professionale e personale che il luogo e le persone presenti gli evocavano. E ha proseguito descrivendo la leadership che l'Italia divide con Francia e Spagna in materia di trapianti, indicandone le componenti: la sensibilità dei rianimatori, la qualità dei chirurghi e degli internisti, il rigore dei criteri di sicurezza, la capacità di lavorare in rete, accettando le regole comuni e condividendo la responsabilità di decisioni a volte difficili. "Ma qual è la molla che muove tutto questo?", si è chiesto Nanni Costa. "È la straordinarietà del dono: c'è qualcuno che ha donato un organo, c'è un grande valore umano che viene trasmesso, c'è una nuova vita che comincia e tutti quelli che partecipano al trapianto lo percepiscono", a prescindere dal loro sentimento religioso. "Per chi poi è cristiano, come me - ha concluso Nanni Costa - il dono ha un valore trascendente: quante parole ho letto, nei Vangeli, che mi hanno richiamato i trapianti?".
Guido Mocellin

 

Partecipanti: 

Castiglione Vincenzo
Nanni Costa Alessandro
Stefoni Sergio

Menu principale

  • Centro San Domenico
  • La struttura organizzativa
  • Diventare soci
  • Agenda
  • Archivio
    • I partecipanti
  • Cappella Ghisilardi
  • E' accaduto
  • I Martedì - la rivista
  • Video

Con il contributo di

Carisbo

Collaborano con noi

  • Incontri interdisciplinari e convegni Scienza e Metafisica
  • Centro Poggeschi
  • Radio Emilia Romagna
  • Lepida
  • Convento San Domenico