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I Martedì di San Domenico
Gli spazi si raccontano - IV
Viaggiare per conoscersi
Il quarto e ultimo appuntamento del ciclo "Gli spazi si raccontano", il percorso tematico di questo anno sociale dei "Martedì", ha convocato in San Domenico due veri e propri esperti del "Viaggiare per conoscersi": il geografo Franco Farinelli (insegna a Bologna Geografia della comunicazione e Teorie e modelli dello spazio) e il giornalista Sergio Valzania (è direttore dei programmi radiofonici RAI). Il prof. Farinelli non ci conduce a visitare dei luoghi ma a incontrare due formidabili personaggi, viaggiatori a loro volta. Comincia con Marco Polo, e con un'affermazione straordinaria che egli fa in una versione poco diffusa del Milione: "se solo avessi saputo che sarei tornato indietro, chissà quante cose in più ricorderei", rivelandoci così che in quel mondo medievale finito, chiuso, il mercante non viaggiava pensando al ritorno, viaggiava pensando agli affari. Ovvero, non pensava in termini di spazio, ma in termini di tempo e di relazioni; di luoghi, dove fermarsi la sera, e di vita delle persone, con cui parlare, scambiare, stabilire rapporti. Chi invece mostrerà cosa significhi pensare in termini di spazio è Cristoforo Colombo, che inaugura il viaggiare "con la carta geografica in tasca" e riduce il mondo a velocità, a "tempi di percorrenza". Egli impone alla realtà il ruolo di copia del modello cartografico da lui immaginato(tanto da rendere non rilevante, per lui, capire dove è realmente arrivato), e in questo risiede la sua modernità. Difatti il suo cartografo, Paolo dal Pozzo Toscanelli, è l'umanista fiorentino che insegnò a Brunelleschi la prospettiva: ovvero il "segreto" di organizzare spazialmente la realtà, ma anche la scoperta che il tatto e la vista possono dire due cose diverse. Da allora la mappa è diventata la faccia della terra e le strade si son fatte sempre più diritte, fino a non avere programmaticamente (come le autostrade) nessun rapporto con le città e le case... Un rapporto che invece Sergio Valzania sa come riscoprire: viaggiando a piedi. Glielo ha suggerito il fatto di essersi imbattuto, nel 2003, mentre girava la Spagna in auto, nei pellegrini che percorrevano il Camino di Santiago de Compostela, e di averne tratto lo spunto per una fortunata serie di programmi radiofonici "in cammino": prima proprio verso Santiago (2004), e poi sulla via Francigena (2005, verso Roma, e 2007, verso Canterbury) e da Bari a Istanbul (2006). Per l'uomo contemporaneo, del tutto disabituato a muoversi in questo modo, viaggiare camminando, per un giorno intero, è un'esperienza sconvolgente: è vedere la tensione scomparire dai propri volti, sebbene al pellegrino non manchino i problemi pratici; è la scoperta dei luoghi, naturali o costruiti dall'uomo, che conosciamo ma che, quando ci appaiono lentamente all'orizzonte, o ci si parano davanti quasi all'improvviso dietro a una curva, acquistano un sapore del tutto diverso, unico, magico; è l'emozione che scaturisce dal liberare il pensiero, che ritrova la sua armonia col corpo.
Guido Mocellin


