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  • Anno Sociale 2005 - 2006
Mar, 29/11/2005

I Martedì di San Domenico

Liberi tutti?

Pensiero liberale e pensiero socialista a confronto

 

Valerio Zanone, già più volte ministro, oggi Presidente Associazione per la Democrazia Liberale e Presidente Fondazione Luigi Einaudi, nota che si potrebbero disegnare socialismo e liberalismo come coordinate cartesiane, una orizzontale (liberté, égalité, fraternité) l'altra verticale (principio di autodeterminazione). Pensieri originariamente antagonisti, già ai primi del '900 producono però forme positive di contaminazione (il "liberalismo sociale" britannico, quello di Dewey negli Usa, e in Italia il socialismo liberale di Rosselli e il liberalsocialismo di Calogero). Il fatto è che la libertà non può non porsi il problema dell'uguaglianza: e quindi la "libertà da" (paura, disoccupazione, emarginazione) finisce per essere pre-condizione dei diritti civili e politici (e cioè della "libertà di"). Il passaggio dall'individuo al cittadino (mondo grecoromano) e poi alla persona (mondo cristiano) ha costituito quei valori europei irradiatisi in tutto il mondo. Ma oggi l'Europa non è più al centro del mondo, così come la polis (con la sua libertà dentro le mura) non è più il modello di comunità. Le megalopoli del terzo millennio, superato il conflitto città-campagna, ospitano il nuovo conflitto città-periferie, e molti segnali fanno temere il riaccendersi di una nuova fase contestativa. Per scongiurare la quale bisogna affidarsi alla democrazia non solo rappresentativa ma anche deliberativa (da deliberation=discussione): bisogna allargare i luoghi e i modi della discussione, per una democrazia trasparente, accessibile, inclusiva.
Claudio Signorile, già più volte ministro, docente universitario, oggi Presidente Movimento Unità Socialista e Direttore La Gazzetta Politica, rileva che da tempo è in corso una osmosi tra i due pensieri, storicamente in opposizione. In effetti, il movimento socialista, nato dall'idea che l'uguaglianza va conquistata (riscatto degli emarginati), si costituisce gradualmente come "civiltà", come visione generale e diviene un movimento a vocazione planetaria, che fa propri tutti i grandi temi. Oltrepassata l'epoca delle eresie ripugnanti (comunismo) e delle ambigue esperienze di governo, negli ultimi decenni il grande problema che si presenta è quello dei diritti (civili, economici, politici) e della inclusione/esclusione. E allora: nella cosiddetta società dei 2/3 (dove 1/3 è di fatto escluso), la libertà intesa come "libertà negativa" (= non interferenza, secondo la tradizione liberale) diventa la libertà del più forte. Si dovrebbe invece perseguire la "libertà positiva" (di agire, di lavorare, di vivere), fortemente segnata dal contesto di responsabilità (di ogni individuo rispetto a ogni altro individuo). I socialisti devono superare il tabù della delega allo Stato e riconsiderare con grande forza il principio-responsabilità, perché la progressiva sostituzione di "fraternità" con "solidarietà" ha de-vitalizzato il concetto di "persona" (grande dono del Cristianesimo alla civiltà occidentale). Libertà sarebbe dunque conseguenza di "democrazia" in quanto condizione di concorrenza fra uguali. La nuova esigenza è un'etica della libertà: non la libertà del più forte, non la libertà del relativismo, ma libertà come costruzione individuale e sociale.
Zanone ribadisce che oggi i punti di consenso prevalgono sulle divergenze, ma chiarisce la posizione liberale sul binomio libertà/uguaglianza: lo stesso Benedetto Croce, persuaso dalle vicende del Novecento ad affiancare i due piani concettuali (mentre da giovane prediligeva un liberalismo alla tedesca, fortemente avverso al democratismo e all'egualitarismo), fu però sempre assai critico contro le forme di "uguaglianza meccanica" (ovvero imposta dall'alto). Si può dire allora che l'idea di uguaglianza non precede l'idea di libertà, ma lascia circolare la libertà all'interno del proprio ordito.
Signorile conferma che nel socialismo ha finito per prevalere l'idea di uguaglianza (vedi Unione Sovietica), ma anche il socialismo democratico è entrato in crisi perché la struttura del welfare non ha tenuto (soprattutto per ragioni demografiche). Tuttavia la globalizzazione ha riproposto l'inesistenza di un mercato ideale e il ritorno di grandi soggetti nazionali come soggetti economici (la Russia, i sottostati cinesi etc.) ha cambiato completamente la lettura del fenomeno "libera concorrenza", chiedendo nuovamente alla politica una garanzia contro l'abuso del potere.
Entrambi infine sottolineano come l'equazione laico=anticlericale sia obsoleta e inesatta. "Laico" è garantire la minorità, religiosa e non.

 

Partecipanti: 

Signorile Claudio
Zanone Valerio

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