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  • Anno Sociale 2002 - 2003
Sab, 30/11/2002

convegno

in collaborazione con Profingest Management School

 

Valore senza valori?

Comportamento e autoregolazione in economia

 

Luogo dell'evento

Sala Topazio - Palazzo Affari, Bologna

Per la prima volta insieme, CSD e Profingest management school chiamano a convegno illustri rappresentanti dell'economia, della finanza, del diritto, della filosofia per discutere un tema spinoso: la difficile conciliazione tra etica e affari.
Dopo i saluti di p. Casali, direttore CSD, e di Piero Gnudi, presidente Profingest, Antonio Calabrò, Direttore Editoriale ilSole24ORE, ricordando che lo stesso Adam Smith rilevava come essenziale all'economia di mercato la "simpatia" tra i soggetti e richiamando alcune celebri parole di Robert Kennedy su quello che il PIL non comprende, dà l'avvio alla sequenza degli interventi.
Francesco Totaro, Ordinario di Filosofia Morale a Macerata, ammonisce che l'economia ha una predisposizione congenita a essere assolutizzante. Il rischio è appunto l'involuzione ideologica da "economia" a "economicismo", ovvero egemonia su ogni altro ambito. Per ridefinirsi e riqualificarsi, l'economia deve uscire dal meccanismo della crescita per la crescita, e considerare anche i "valori di legame", ivi compreso il "dono".
Francesco Paolo Casavola, Presidente Emerito Corte Costituzionale, ripercorre le tappe della lunga genesi del Welfare-State, dal 1601 (Poor Law di Elisabetta I) fino ai recenti "dubbi" sulla bontà del sistema assistenziale. Un Welfare-State che sicuramente va rivisto e aggiornato ma che conserva intatto il suo valore economico, sociale e di civiltà. Liquidarlo sarebbe un grave errore, un passo indietro verso la barbarie.
Angelo Tantazzi, Presidente Borsa Italiana, sottolinea la possibile analogia tra il periodo attuale e gli anni '30, e il problema che sorge ogni volta che la crescita diviene l'unica dimensione possibile. Oggi si è finalmente aperto un enorme cantiere in tutto il mondo, cantiere in cui vanno ripensati e ricostruiti i rapporti tra managers e azionisti, tra investitori pubblici e privati, tra strutture storiche e banche d'investimento.
Francesco Mengozzi e Alessandro Profumo, Amministratori Delegati rispettivamente di Alitalia e UniCredito, propongono, pur con stili quasi opposti ("romano" il primo, "milanese" il secondo), una riflessione che viene dalla pratica quotidiana, e che privilegia l'aspetto professionale, in quanto implicitamente etico: chi distrugge ricchezza è immorale ma anche inefficace, chi trascura trasparenza, correttezza e responsabilità finisce, nel lungo periodo, per tradire anche le attese di profitto, di sviluppo.
Marco Vitale, economista d'impresa, mette a fuoco il cosiddetto fenomeno "globalizzazione", un processo già maturato all'inizio del '900, bruscamente interrotto dalla "guerra civile europea" (1914-1945), e che ora si ripropone con la forza della necessità. Globalizzazione infatti non è "male", è anzi la meta, l'approdo naturale, ma si deve ovviare a tre grandi limiti: la omegeneizzazione imposta da chi è più potente, l'esclusione di una parte troppo ampia dei soggetti internazionali, la mancanza del "diritto" - ancor prima che di risorse o di conoscenze - nei Paesi del Terzo Mondo. Muovendosi in questa direzione, si potrà dare il via a un processo unitario e armonico di "mondializzazione".
Il senatore Giovanni Bersani, Presidente Fondazione Nord-Sud, porta la testimonianza di quanto il movimento cooperativo si basi fin dalla sua origine sul tentativo di realizzare una simbiosi tra profitto ed etica e di quanto la cooperazione tra uguali sia da ritenere strumento più che mai attuale per superare il concetto e la pratica dell'"assistenza".
Padre Francesco Compagnoni, Rettore della Pontificia Università San Tommaso, ribadisce che nessuna attività umana è esclusa dalla dimensione etica e che privilegio (oneroso ma anche onorevole) del cittadino virtuoso, economico e non, è proprio l'assunzione di responsabilità, sia per sé che per gli altri.
Stefano Zamagni, Ordinario di Economia Politica a Bologna, richiama infine l'attenzione su tre recenti fenomeni: la responsabilità sociale del consumatore/cittadino; la delocalizzazione dell'attività produttiva da "giustificare" con controlli di redistribuzione; l'importanza crescente della conoscenza "tacita", che si trasmette tra persone e non è codificabile. Nel "cantiere" del ripensamento etico-economico c'è anche quindi una notizia positiva: le persone stanno disabituandosi alla passività. Un impegno e una sfida per i manager di tutto il mondo.

 

Partecipanti: 

Bersani Giovanni
Calabrò Antonio
Casali Michele
Casavola Paolo Francesco
Compagnoni Francesco
Gnudi Piero
Mengozzi Francesco
Profumo Alessandro
Totaro Francesco
Vitale Marco
Zamagni Stefano
Tantazzi Angelo

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