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I Martedì di San Domenico
Stato e Chiesa
1861/2011
150 anni dell'unità d'Italia
link alla conferenza: http://www.lepida.tv/video/Marted%C3%83%C2%AC-di-San-Domenico-inaugurazione-anno-2010-11--12-ottobre-2010--_1031.html
L'incontro inaugurale del 41° anno del Centro San Domenico guarda al 2011, alle celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia, e lo fa mettendo al centro dell'attenzione una delle grandi questioni che hanno segnato il cammino unitario: il rapporto tra Stato e Chiesa, grazie alla presenza di due ospiti particolarmente qualificati sul tema e particolarmente sintonici. Da un lato il prof. Francesco Margiotta Broglio, presidente della Commissione consultiva per la libertà religiosa e protagonista, per parte governativa, dell'Accordo di revisione del Concordato lateranense firmato dalle parti nel 1984, ripercorre i mutamenti avvenuti nelle istituzioni statali (dal Regno alla Repubblica, da Cavour a Mussolini e da De Gasperi a Berlusconi) e in quelle ecclesiastiche (11 pontefici di cui gli ultimi non italiani, e due concili ecumenici), nonché nel modo di regolare i reciproci rapporti: "si è passati dal separatismo interventista (guarentigie) al Concordato del 1929, dalla libertà religiosa nella Costituzione del 1948 alla revisione concordataria del 1984 e alle prime intese con le altre confessioni religiose". Quello di oggi, secondo Margiotta Broglio, è un regime di "separazione consensuale" della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose dallo Stato, mentre l'istituto concordatario ha cambiato natura: da difesa della Chiesa dallo Stato totalitario e dallo Stato repubblicano, a un quadro di collaborazione fra Stato e religioni in vista della coesione sociale. E in effetti nel tempo attuale la Chiesa di Roma è un forte elemento unificante, di tenuta del tessuto nazionale, a fronte della frammentazione del paese e in particolare delle tante spinte separatiste? Dal canto suo il prof. Alberto Melloni, storico della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, si riserva il compito di provare a rovesciare la prospettiva, mostrando che quello di una radicata contrapposizione tra Stato e Chiesa in Italia è stato anche un mito, un'immagine, magari utile ad attaccare il forte partito "cattolico" in quanto frutto della supposta onnipotenza elettorale della Chiesa, ma non corrispondente alla realtà delle cose. Perché il partito cattolico, tranne forse nel 1948, era forte di suo, mentre la Chiesa non è stata neppure in grado, pur provandoci, di ostacolare i grandi cambiamenti nel costume avvenuti negli anni successivi al boom economico. Infatti in Italia, prosegue Melloni, non c'era "lo Stato" e "la Chiesa", ma c'erano persone cristiane che si sono interrogate su come potevano stare in un paese man mano che questo progrediva nella sua storia unitaria: e che hanno finalmente prodotto un'enorme, e feconda, spendita di sé in politica, ma, si potrebbe dire, a discapito della nascita di una Chiesa italiana, nel senso di una comunità di credenti che conosce il senso della propria presenza nel paese in cui si trova.
Guido Mocellin


