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  • Anno Sociale 2005 - 2006
Gio, 09/02/2006

Girovagando

A spasso. Camminare come destino

Robert Walser e altri grandi vagabondi tra narrativa, cronaca e filosofia

 

C'è chi cammina per andare in ufficio, chi marcia per la pace; c'è chi cammina sulle passerelle della moda, chi va a piedi dall'Italia alla Cina; chi per lavoro cammina nei boschi e chi decide deliberatamente di perdersi nelle metropoli; chi avanza lentamente, da pellegrino, sulle strade della religione e chi decide di attraversare a piedi l'Antartide.
Camminare è uno stato d'animo, una metafora della vita.
Si è partiti da una breve rassegna di pagine scritte da grandi camminatori del presente e del passato, tra narrativa, cronache di viaggio estreme, meditazioni filosofiche en plein air. Incontri con figure per le quali l'andare a piedi - nella natura o nelle città, con una meta da raggiungere o vagabondando - è di volta in volta rivelazione del mondo, avventura, azione politica, ricerca interiore, fl᭥rie, erranza, solitudine.
Camminare è, talvolta, un destino.
"Numerose figure di camminatori... sono anche significative di un vivere ai margini: monaci, pellegrini, guide, trovatori, militari, prostitute, vagabondi, rifugiati, e persino ? modelle." Tra questi, un posto di rilievo spetta sicuramente allo scrittore Robert Walser (1878/1956), oggi riconosciuto come fra i più grandi del Novecento. La sua biografia, segnata dalla povertà e da una lunga degenza in manicomio, si distingue dal cliché dell'artista romantico soprattutto per la costante, insopprimibile, tenace smania di camminare. Per tutta la vita egli camminò, errò, vagabondò, sempre e rigorosamente a piedi, per tragitti medi, lunghi e lunghissimi, tanto che persino la direzione sanitaria della "Clinica e Casa di cura cantonale di Appenzell-Ausserrhoden", ovvero il manicomio nel quale era recluso, gli accordò il permesso di assentarsi per le sue "passeggiate", dalle quali egli tornava stanco, impolverato e in qualche modo felice.
Celebre è rimasta la sua morte, avvenuta durante una solitaria passeggiata, la mattina di Natale del 1956. Disteso nella neve, gli occhi aperti e quasi sorridenti, il cappello poco discosto dal corpo, un braccio allungato come a cercare l'ombrellino da passeggio: così concluse con coerenza la sua carriera di viandante-scrittore, al quale "piace altrettanto passeggiare quanto scrivere, anche se magari quest'ultima cosa un'ombra meno della prima".
Si è dunque proseguito con il racconto appassionante della vita di Walser, attraverso le notizie riportate da molti studiosi e in primo luogo da Carl Seelig, tutore di Walser e suo compagno di viaggio, nel volume "Passeggiate con Robert Walser".
La più diretta testimonianza dell'affascinante connubio tra scrittura e vagabondaggio è un'opera dal titolo emblematico: "La Passeggiata", pubblicata in Italia da Adelphi. Scritta nel 1919, questa novella, in perfetto equilibrio tra poesia ed ironia, è una lenta, gioconda, incantata camminata nei territori dell'anima. Ciò che il narratore-Walser incontra nel suo procedere non ha, apparentemente, nulla di speciale. Egli infatti osserva prati, alberi, torrenti, strade, case, fabbriche, negozi ed uffici; si imbatte e si relaziona con animali, uomini, donne e bambini; ma tutto è trasfigurato, trasformato, illuminato dalla luce del "meraviglioso". Con grazia, incanto, stupore, Walser incarna la provvisorietà del viandante. "La Passeggiata" lascia intravedere, dietro un senso idillico della vita, una attenzione mista di ironia e di candido terrore per le contraddizioni dell'animo umano.
Come in altre grandi opere del `900 (si pensi ai quadri di Chagall o Mirò, alla scrittura di Kafka, alla musica di Satie, ai film di Buster Keaton e Charlie Chaplin), il punto di partenza è il candore. Essere candidi, disponibili alla scoperta, privi di pregiudizi, in una parola bambini. Ma come bambini privi dell'apparato di difesa dal Grande Mondo che stritola, che fagocita.
Nello scarto tra il personaggio infantile e la giungla di convenzioni sociali, nell'inadeguatezza di fronte al complicato progredire del mondo sta la grande arte di molti protagonisti del secolo scorso e di Robert Walser.
L'interpretazione dei brani salienti de "La Passeggiata" ha concluso la lettura, con un'emozionante immersione nei sentimenti e nella poetica follia del grande scrittore svizzero.
(MC)

 

Partecipanti: 

Cardillo Maurizio
Pagotto Filippo

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