Piazza San Domenico 12
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convegno (prolusione)
L'origine dell'Ordine dei Predicatori e l'Università di Bologna
Il convegno sui rapporti tra Domenicani e Università di Bologna nei secoli XII-XIII (Bologna, 18-20 febbraio 2005) ha celebrato l'apertura ufficiale con una prolusione di Franco Cardini, docente di Storia Medievale a Firenze, accolto e introdotto da Giovanni Bertuzzi OP per lo Studio Filosofico Domenicano, da Walter Tega per l'Università di Bologna, da Valeria Cicala per il Centro San Domenico e da Paolo Garuti OP (a nome di Bernardino Prella OP) per la Provincia Domenicana, con la presenza tra il pubblico di Beatrice Draghetti, Presidente della Provincia di Bologna.
Cardini rileva subito l'attualità non solo scientifica del Convegno: l'Europa moderna (e l'idea di Occidente, su cui è in corso una pubblica discussione) ha preso infatti avvio proprio in quel laboratorio di sofferte e affermate libertates che sono le città italiane ed europee del XII secolo, in cui si radica una nuova istituzione, l'Università (più simile alla Casa della Scienza del mondo islamico che a qualsiasi altra precedente istituzione). In effetti il '200 (che qualcuno ha definito "il secolo lungo", 1150-1330) fu davvero la Primavera d'Europa, con la triade cattedrali-università-societates mercantili, anche se forse - come suggeriva Capitani - si potrebbe individuare una cesura nell'anno 1216 (morte di papa Innocenzo III, ascesa di Federico II imperatore). Questa Primavera dovette guardarsi da un duplice pericolo: il forte richiamo antigerarchico basato su una lettura quasi nichilistica del Vangelo (Catari) e la diffusa dissidenza di carattere pauperistico-evangelico (Valdesi). Proprio l'opposizione alla propaganda catara poté essere buon motivo della prima tappa di Domenico a Bologna (1218), sede che divenne quasi subito strategica per l'Ordine (a Bologna ebbero luogo i primi due Capitoli, 1220 e 1221), grazie anche al primo straordinario operare di Reginaldo, scelto come vicario da Domenico e poi spedito a Parigi (non senza discussione) per estendere la predicazione a un'altra grande città universitaria.
L'ordine domenicano, al pari del francescano, raccolse la sfida di praticare la povertà secondo il modello letterale (limitandola però a un scelta personale - come voleva la Chiesa, che paventava altrimenti uno scardinamento delle istituzioni), e insieme si strutturò quasi subito in analogia alle università (nel 1248 nasce lo Studium filosofico e teologico in Bologna), tanto che già le prime comunità domenicane prevedevano 12 frati, 1 priore e 1 magister - ovvero un teologo, in grado di preparare i fratelli alla diatriba. Le formidabili Constitutiones domenicane testimoniano questa sensibilità "moderna" attraverso il nuovissimo uso di concedere dispense ai frati propter studium. E tale fu la parentela tra le due nuove figure (lo studente e il domenicano) che, in determinate circostanze, al frate - che pur aveva fatto voto di assoluta povertà - era addirittura concesso di possedere dei libri.


