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  • Anno Sociale 2005 - 2006
Mar, 20/09/2005

incontro

in collaborazione con Dipartimento di Astronomia e Istituto Nazionale di Astrofisica

Le Meridiane nella storia e nella scienza bolognese

Altri autori

Giovanni Paltrinieri

Luogo dell'evento

Biblioteca Monumentale del Convento San Domenico

Giovanni Paltrinieri, gnomonista (gnomone = l'asticella la cui ombra permette di calcolare l'ora), illustra brevemente la lunga storia degli orologi solari, con il prezioso ausilio di numerose diapositive. Da Stonehenge all'astrolabio, dalla Firenze dell'anno mille agli esperimenti di Toscanelli fino alle prime realizzazioni di Egnazio Danti, gli esempi di una continua ricerca dell'esatta misurazione del tempo si rincorrono per millenni. Così il calendario giuliano (che sbagliava 1 giorno ogni 128 anni) viene corretto dal calendario gregoriano, così l'ora romana (dall'alba al tramonto, 12 ore, con la sesta al mezzodì) viene sostituita lentamente dall'ora italica (dall'alba al tramonto, 24 ore), adottata fuori d'Italia solo a partire dalla fine del Settecento. Alcune opere Egnazio Danti, in pieno Cinquecento, le realizzò proprio nel convento domenicano di Bologna: un anemoscopio (oggi perduto) e la meridiana ancora visibile e parzialmente funzionante nell'Appartamento del Priore. Danti costruì anche la prima meridiana di San Petronio, poi divenuta inutilizzabile per l'ampliamento della basilica. Nel secolo successivo, dunque, Giovanni Domenico Cassini ideò e realizzò una nuova meridiana (tuttora funzionante), che con un foro di 27 mm. a 27 metri di altezza permette una serie di misurazioni accuratissime, tanto che la si può definire uno dei più grandi strumenti scientifici del Seicento. Mentre dunque Danti fu l'ultimo astronomo di stampo antico, Cassini si segnalò in tutta Europa come vero innovatore (tra i due c'era stato Galilei).
Ancor oggi, comunque, si costruiscono orologi solari (il Sole e la Luna sono sempre i due grandi contatori) e Paltrinieri conclude mostrando diverse opere moderne, anche di notevoli proporzioni, realizzate da lui stesso in Bologna e in altre località dell'Emilia-Romagna.

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