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Mar, 09/11/2004

I Martedì di San Domenico

La religione fai da te

Giorgio Acquaviva, vaticanista del Quotidiano Nazionale, richiama i risultati di una sua recente inchiesta per proporre la questione della "religione fatta in casa". Sempre più persone credono in Dio, ma sono sempre più incredule a proposito di dogmi e criteri morali (e più credulone a proposito di occulto, oroscopi, superstizioni, leggende metropolitane). Il ritorno del sacro è quindi pieno di contraddizioni, e spesso si affianca a una divinizzazione della Natura o a una sorta di neopaganesimo (greco-romano, celtico). La religione ufficiale viene considerata noiosa, inadeguata. È in atto una deconfessionalizzazione di massa, compensata da un nuovo fondamentalismo cristiano (vedi i Born Again Christians): fenomeni entrambi che dovrebbero allarmare le Chiese e indurle a un'autocritica.
Franco Garelli, che insegna Sociologia dei processi culturali a Torino, sottolinea che anche la religiosità non è esente dal "rumore" che circonda la nostra esistenza. Oggi c'è, forte, una domanda di senso, ma non sempre prende la strada della religiosità, perché questa è l'epoca della consapevolezza, si è passati cioè da un mondo di destino (in cui si ereditavano modelli e a essi ci si uniformava) a un mondo di scelta (in cui si attribuisce grande rilevanza al lato soggettivo dell'esperienza). E soprattutto le ultime generazioni (quelle della "felice insicurezza") tendono a credere che l'eredità religiosa non vale più, che la religione e la fede vanno vissute a partire da se stessi. C'è un'indubbia mancanza di catechesi, di riferimento certo, e la difficoltà di collocazione è notevole, tanto che risulta palese e progressivo lo slittamento da religione a fatto etnico-culturale, a strumento per riti ultimi (matrimonio, funerale) per i quali il modello laico non fornisce un'alternativa convincente. Si allarga dunque di giorno in giorno l'area di religiosità intermittente, e in questo orizzonte è lecita la domanda: quanto il discorso religioso è oggi una risorsa per una crescita individuale e collettiva?
Fra Antonio Olmi o.p., che insegna Teologia dogmatica alla Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna, dirige l'attenzione sull'esperienza del sacro, su quegli improvvisi squarci (quando appunto si aprono le porte della percezione) in cui si viene a contatto con qualcosa di totalmente "altro", che ha il carattere del mistero, che affascina e terrorizza al tempo stesso. Diversi sono i modi in cui si accede a tale esperienza: 1. mediante gli stupefacenti (sacralità delle forze del Caos, per connaturalità con queste forze) 2. mediante rave parties e affini (sacralità delle forze cosmiche in scala ridotta, per sintonia con la Terra, con le forze ctonie) 3. mediante le orge bacchiche (sacralità delle forze del cosmo vivo, per sintonia con animali e piante) 4. mediante la meditazione (sacralità del mondo del sé, identità tra io e Cosmo) 5. mediante la dimensione preternaturale (angeli fedeli a Dio - angeli non fedeli a Dio, conseguente attrazione per la sfera dell'occulto) 6. mediante l'incontro con Colui che non ha l'essere ma è l'essere (grande salto dal sacro al santo). A parte il primo caso, a ognuno di questi livelli si può associare una religiosità di un certo tipo e quindi anche esperienze sacrali di massa. Ultime acquisizioni sono le "nuove streghe" e addirittura il tecnopaganesimo (virtualità del web utilizzata come spazio per ospitare riti). Tutto conferma quindi la necessità dell'esperienza del sacro e insieme la varietà di forme che induce a una dispersione e a un'illusione di personalizzare la ricerca. È invece fondamentale riacquistare la consapevolezza della perfezione gerarchica della realtà, in cui l'essere si dispiega in forme sempre più complesse. Perché l'esperienza del sacro è anche il limite della crescita spirituale: chi sceglie le orge o la meditazione, vive quell'esperienza ma non può aspirare ai livelli superiori. L'ultimo livello, infatti, quello della perfezione, quello dell'incontro con Dio, non si raggiunge attraverso droghe o tecniche di vario genere, ma con la fede, attraverso la Grazia.

 

Partecipanti: 

Acquaviva Giorgio
Garelli Franco
Olmi Antonio

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