Piazza San Domenico 12
40124 Bologna
tel. 051 581718
convegno
in collaborazione con API - Associazione piccole e medie industrie della Provincia di Bologna
Il ruolo sociale dell'impresa
industrie di uomini, industrie per gli uomini
Altri autori
Luogo dell'evento
Aula Magna di Santa Lucia, Bologna
L'API - Associazione piccole e medie industrie della provincia di Bologna, in collaborazione con CSD, organizza un importante Convegno per riportare in primo piano il tema della fondamentale componente-uomo nella vita e nell'attività di ogni industria.
Dopo i saluti ufficiali di Paolo Mascagni (API), che sottolinea il valore aggiunto del legame impresa-territorio e ritiene Bologna città ideale per ospitare il presente Convegno, e di padre Michele Casali (CSD), che contrappone agli anonimi e pluripotenti finanzieri la forte identità di quegli imprenditori che s'impegnano di persona nelle loro imprese, Fabio Roversi Monaco, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio, rilevando come la formula "non solo lucro", che pochi anni fa sembrava quasi datata, sta tornando prepotentemente in primo piano, introduce i relatori.
Anna Maria Artoni, Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria, insiste sulla necessità di ridefinire il rapporto tra imprenditori e lavoratori nel segno di una "partecipazione" ovvero della condivisione di una nuova cultura d'impresa, che non trascuri la dimensione etica né tagli fuori persone e Paesi a sviluppo non avanzato. Il Mare d'Europa può essere un buon modello, forse il modello migliore di governance della globalizzazione, per abbattere finalmente quel "muro di Berlino" che ancora divide "padroni" e non.
Diego Della Valle, Presidente Tod's SpA, enuncia un semplice principio: fare il massimo senza doversi vergognare di quello che si fa. Per mantenersi in queste condizioni, occorre sviluppare aziende che brillino di luce propria, con una struttura di uomini alla loro guida che non vivano sullo stress dei risultati ma sulla convinzione della bontà dell'azienda. Non si tratta infatti di mettere in piedi un modello solo economico: oggi l'azienda, subito dopo la religione, è in molti casi un modello di riferimento. E molto presto consumatori e azionisti valuteranno la qualità etica dell'azienda alla stessa stregua degli indicatori tradizionali (produttività etc.).
Luciano Hinna, docente di Economia aziendale a Roma Tor Vergata, chiarisce che recentemente stiamo scimmiottando il tema della "responsabilità sociale" (di matrice anglosassone), mentre la base italiana va ripescata nella sua genuinità, per coniugare in maniera autonoma questo tema fondamentale. Olivetti e altri illuminati imprenditori non erano semplicemente uomini di buona volontà ma guardavano avanti. E se da una parte lo stile italico portava a una particolare consapevolezza derivata dalla "paura dell'infamia", dall'altra - nei casi migliori - produceva quella benefica lungimiranza che ancor oggi ricordiamo con ammirazione. Il rischio è quindi è che il tema faccia moda e ci scivoli addosso, mentre è opportuno che i modelli che vengono dall'estero siano filtrati.
Francesco Merloni, Presidente nazionale UCID, parla di una sfida etica di portata storica che coinvolge il mondo delle imprese e porta l'esempio della sua regione, le Marche, che in cinquant'anni sono passate dalla povertà alla prosperità e a una qualità della vita invidiabili. Ciò si è verificato innanzitutto perché l'imprenditore, nelle Marche, è espressione diretta e naturale del territorio e dell'ambiente sociale. Concepire l'impresa come una comunità di uomini: questo è il "segreto" delle imprese marchigiane. E ricorda le parole del padre, Aristide Merloni: "In ogni iniziativa industriale non c'è valore del successo economico se non c'è anche l'impegno nel progresso sociale", per poi concludere richiamando la Centesimus Annus: "Oggi, più che mai, lavorare è un lavorare con gli altri e per gli altri".
Monsignor Antonio Riboldi, Vescovo emerito di Acerra, parla di turbolenza, di eclissi della visione spirituale dell'uomo e dice che non possiamo fare finta di dare un'aspirina ad ampi settori che - in Europa e soprattutto fuori d'Europa - il lavoro vero e proprio non l'hanno mai conosciuto. Riferisce delle sue esperienze "in trincea", dei continui ostacoli e minacce da parte della criminalità organizzata, della necessità di cambiare le coscienze. Intende il lavoro come "il realizzarsi con gli altri per rendere gloria a Dio". Ogni uomo deve capire di essere un "artefice". In questo spirito, l'imprenditore che non dimentica mai di essere in nulla diverso dai lavoratori, che rischia i propri capitali anche per creare lavoro, costui esercita un'alta forma di carità. Il problema di fondo è sempre lo stesso: chi si salverà? Potremmo essere una marea di cammelli che si urtano per entrare nella cruna dell'ago. Cita allora M.L. King: da soli non si arriva da nessuna parte, insieme si può arrivare dappertutto.
Romano Prodi, Presidente Commissione Europea, ricorda che il tema è uno di quelli che ritornano a ondate a colpire la sensibilità della società. Perché oggi è così importante? 1. L'incardinamento nel territorio è diventato molto più difficile. 2. L'autorità pubblica ha un diverso ruolo (prima giocatore, ora arbitro). 3. I recenti scandali hanno evidenziato una crisi etica delle aziende. Il "libro verde" della Commissione Europea definisce dunque le linee direttive per la responsabilità sociale dell'impresa: da una parte un'attenzione al capitale umano, ai cambiamenti, alla qualità del lavoro, ai problemi specifici dei singoli lavoratori, dall'altra rapporti con le strutture scolastiche, con le problematiche ambientali, tenendo d'occhio sempre il "domani" e avvertendo i giovani che lo scenario può cambiare, privilegiando infine gli interlocutori naturali (dipendenti e popolazione locale). Non è retorica dire che la responsabilità sociale è un investimento e non un costo. Bisogna avere la massima attenzione per le chiusure e ristrutturazioni delle aziende (momenti delicatissimi) e per una leale comunicazione nei confronti dei consumatori. Se manca il dialogo, infatti, è inevitabile il ritorno al passato, ovvero al paternalismo.
Durante il Convegno sono stati consegnati due riconoscimenti: alla memoria di Enzo Seragnoli, per l'impegno sociale profuso a Bologna dalla G.D Spa (premio ritirato dalla figlia Isabella Seragnoli) e al Mollificio F.lli Ballotta Srl, tra le prime in Europa ad aver ottenuto la Certificazione di Responsabilità sociale SA 8000.


