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Mercoledì all'Università
A un anno dalla morte
Eredità e attualità di Chiara Lubich
Semplicemente Chiara. La chiama così Mons. Piero Coda - autorevole teologo appartenente al movimento dei Focolari - il cui intervento si pone l'ambizioso obiettivo di rendere testimonianza del grande contributo spirituale lasciatoci in eredità da Chiara Lubich. Il movimento dei Focolari fondato da Chiara, nasce a Trento nel 1943 nel pieno epicentro della seconda guerra mondiale. E' questo il momento della presa di coscienza della propria vocazione al servizio cristiano: non era tempo di sogni quello, tanto meno di ambiziosi progetti ecclesiali. Era tempo di sofferenze - segue nel presentare Piero Coda - in quei giorni Chiara avvertì "la chiamata ad abbracciare il dolore dell'umanità". Quando Trento fu bombardata, decise di non sfollare ma di condividere rischi e destini della sua città costituendo un piccolo gruppo di donne che, Vangelo alla mano, cercavano di aiutare chi soffriva. Un' avventura spirituale come la Lubich ha voluto definire quel tempo di povertà e dolore, nel quale però maturava un progetto destinato a crescere e fiorire a livello mondiale. Attorno a quel piccolo gruppo di donne, si raccolse un nutrito numero di sacerdoti, religiosi e laici che scelsero di condividere i loro beni e i loro doni spirituali. L'idea di fondo fu, sin da subito, quella di un movimento caratterizzato da una forte spiritualità, dalla vita in comune e dalla ricerca di unità. Unità nella chiesa e nella società, unità tra i popoli e tra le grandi tradizioni religiose. Al centro di tutto i "focolari": comunità di vita e di preghiera che ancora oggi costituiscono la vera ossatura del movimento. Accoglienza e dialogo costituisco le basi sulle quali si è sviluppato il Carisma dell'Unità e non a caso il movimento si distingue in modo particolare per il suo infaticabile impegno rivolto alle attività di dialogo ecumenico ed interreligioso. Numerosissimi sono gli incontri che Chiara Lubich ha avuto con comunità e leader religiosi di tutte le fedi: le cronache la ricordano confrontarsi con il Dalai Lama ed ai patriarchi della Chiesa ortodossa, al Consiglio ecumenico delle chiese di Ginevra o nella grande moschea di Harem, quella di Malcolm X per intenderci. Chiara Lubich ha insomma teso la mano a molti, e la sua apertura è stata prontamente ricambiata, se si considera che alcune decine di migliaia di aderenti e simpatizzanti del movimento non appartengono alla Chiesa cattolica ma a altre comunità di fede, e non solo cristiane. Oltre a una ricca eredità di natura spirituale, il pensiero di Chiara ci consegna una fondamentale riflessione in campo sociale, in particolare riguardante le modalità operative tramite le quali declinare l'insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa in ambito economico. Vera Negri Zamagni - docente di storia economica - illustra il frutto della riflessione maturata da Chiara Lubich durante un viaggio a San Paolo in Brasile nel 1991: di fronte allo scandalo di un mondo fatto di lussuosi grattacieli e di baracche disumane, si accende la scintilla ispiratrice di quella che subito viene battezzata Economia di Comunione. Il nuovo stile di fare economia promosso dalla fondatrice dei Focolari si rivolge in modo specifico al mondo imprenditoriale, all'impresa. Propone e promuove uno stile agire economico che coniughi economia e comunione, ispirato ad una nuova cultura, "la cultura del dare" antidoto alla "cultura consumista dell'avere". La novità consiste nell'immaginare aziende autenticamente responsabili in abito sociale che "producano per condividere", destinando 1/3 degli utili ai più poveri, 1/3 alla promozione di percorsi di formazione ed 1/3 per sostenerne lo sviluppo dell'azienda stessa. Essendo diretta espressione del Carisma dell'Unità, questo innovativo stile di agire economico ed imprenditoriale si basa sui principi di cooperazione e reciprocità, comunione dei beni e delle persone. L'idea si diffonde rapidamente e fiorisce in tutto il mondo: oggi sono oltre 700 le aziende produttive e di servizi che hanno raccolto questa sfida.
T.R.


